La rinascita di Palazzo Serristori: conclusi i lavori di restauro.
Dopo quattro anni di cantiere, Palazzo Serristori torna a vivere e si offre di nuovo alla città di Firenze con la sua magnificenza rinascimentale.
Condividi su
Un intervento monumentale che ha coinvolto oltre 6.500 m² distribuiti su cinque piani, trasformati in 14 appartamenti extralusso, spazi per eventi esclusivi, un’area wellness d’avanguardia e lo storico giardino Serristori completamente riqualificato.
Guidati dal ruolo di general contractor, i professionisti di Impresa CEV hanno lavorato in stretta sinergia con l’architetta Adriana Novelli (ANDESIGN TEAM), l’ingegnera Francesca Giovannelli (Impresa CEV) e la restauratrice Anna Medori (Faberestauro). «Il nostro obiettivo», racconta Novelli, «era integrare impianti moderni – dai sistemi domotici agli impianti ad alta efficienza energetica – rispettando al millimetro i vincoli della Soprintendenza. Un equilibrio delicato, conquistato grazie a una competenza tecnica e artigianale condivisa da tutti i partner di progetto».
Il recupero artistico: 3.500 m² di storia riportati alla luce
Affreschi, stucchi, sculture e decori hanno riacquistato l’antico splendore grazie a un team di circa 20 restauratori specializzati. Tra i tesori riportati in vita spiccano i camini in marmo, la rarissima stufa Ginori in terracotta invetriata e i lampadari di Murano del Settecento che illuminano di nuovo il grande Salone delle Feste.
Il restauro non si è limitato agli interni: l’intervento di riqualificazione del giardino storico, curato sempre da Impresa CEV, restituisce alla comunità uno spazio verde di pregio, concepito come naturale estensione del palazzo e futuro palcoscenico di eventi culturali e mondani.
Il risultato è un esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato, tra innovazione e tradizione. Palazzo Serristori — oggi scrigno di arte e tecnologia — simboleggia un modello di restauro a misura di XXI secolo, pronto a consacrare Firenze come laboratorio vivente di eccellenza architettonica e culturale.