Ex Tribunale

Nel cantiere la vita, la forza e l’identità dell’impresa

 

L’ex Tribunale non è solo un cantiere aperto e concluso nei tempi programmati, a seguito di un appalto vinto dopo una gara complessa ed articolata, ma una storia particolare che si è trasformata in una delle esperienze più coinvolgenti ed impegnative della vita di un’impresa che, da oltre 50 anni, opera con impegno e qualità nell’edilizia e nell’architettura.
Quell’edificio storico imponente ed autorevole che si affaccia su Piazza Duomo, in cui si sono consumati, per decenni, i processi più importanti della vita cittadina, dopo un lungo periodo di declino, è ora la prestigiosissima sede di una delle più importanti holding di partecipazioni italiane, con investimenti in molteplici settori e interamente controllata dalla famiglia Benetton, simbolo della storia imprenditoriale del Nord Est e dell’Italia.
CEV ha reso concreta una trasformazione importante destinata a contrassegnare la storia e la vita della città, che con l’esecuzione del progetto ha contribuito, insieme al Committente, al rilancio del centro storico trevigiano, pieno di “ex” grandi contenitori in attesa di nuova vita.
Due anni di cantiere ininterrotto (gennaio 2015 – gennaio 2017), un raggruppamento di 120 unità lavorative, 3 tecnici messi a disposizione a tempo pieno (1 responsabile per la qualità e la sicurezza, 1 per il cantiere ed 1 per la gestione della commessa), confronto continuo con i progettisti incaricati da CEV per la redazione del progetto esecutivo (Sinergo SpA, ing. Pizzocaro, ing. Turrini).
Fondamentale è stata la fattiva collaborazione e la grande professionalità dimostrata da tutti i tecnici incaricati dal Committente, i progettisti Architetto Tobia Scarpa e Architetto Gianfranco Trabucco, la Direzione Lavori affidata a Jacobs nelle persone dell’architetto Enrico Gazzola e dell’ing. Pasquale Riccio, e la società SOGEN srl (ing. Simone Carraro e arch. Franco Regazzi) quale Direzione Lavori strutturale e Coordinamento della Sicurezza.
Sono queste ”-affermano i responsabili del cantiere- “le risorse che abbiamo investito per un progetto che si è rivelato tecnicamente molto impegnativo, ma di grande soddisfazione, nel quale abbiamo potuto porci di fronte al Committente con un ruolo attivo, propositivo e risolutivo, fino alla conclusione dell’opera senza mai alterare i rapporti umani o sforare la tempistica del cantiere”.
Il cantiere è stato affrontato, fin da subito, con la consapevolezza della complessità e la sicurezza che deriva dalla competenza e dall’esperienza, indiscutibile e necessaria per affrontare un progetto che ha posto varie sfide importanti: quella strutturale, quella archeologica, quella architettonica, quella burocratica e, non da ultimo, quella logistica, perché si doveva garantire sia la convivenza serena e discreta con lo svolgersi quotidiano della vita cittadina, sia la consegna dell’immobile entro la data contrattuale

L’aspetto strutturale ed ingegneristico –spiegano i tecnici– è stato molto impegnativo fondamentalmente per due aspetti: il primo riguardava la realizzazione di un piano interrato al di sotto dell’edificio principale con conseguente necessità di realizzare un’imponente opera provvisionale di sostegno, costituita da micropali auto-perforanti, carpenterie metalliche e strutture provvisionali in calcestruzzo, in grado di sostenere il peso dell’edificio esistente e trasferire il carico dalle vecchie fondazioni al nuovo sistema fondazionale.
Il successo dell’intervento è stato quello di riuscire ad effettuare questa delicata operazione nel rispetto delle tempistiche ipotizzate in fase di gara con cedimenti delle strutture esistenti dell’ordine di frazioni di millimetro.

Un’imponente opera provvisionale, che ha sostenuto il peso dell’intera struttura…permettendo agli operai di lavorare sotto il piano di campagna.

Il secondo aspetto strutturale su cui si sono concentrati gli sforzi sia dal punto di vista progettuale sia dal punto di vista esecutivo, è stata la realizzazione dell’autorimessa interrata in corrispondenza della corte interna dell’edificio, in quanto la quota di fondo scavo si trovava quasi 5 metri al di sotto della linea di falda acquifera.
Si è quindi pensato di creare una “vasca” che permettesse la realizzazione dello scavo all’asciutto e in assoluta sicurezza, senza il rischio di alterare la stabilità del piano di posa delle fondazioni esistenti.
E’ stata realizzata una barriera idraulica verticale lungo tutto il perimetro mediante esecuzione di micropali e colonne jet-grouting compenetrate e un tappo di fondo sempre realizzato con la tecnica del jet-grouting bi-fluido e avente lo spessore di 150 cm.
In questo caso il successo dell’opera è rappresentato dall’assoluta tenuta idraulica dell’opera provvisionale, come testimoniato dalle foto a seguito riportate.

Lo scavo archeologico, da preoccupazione si è trasformato in un’esperienza unica nel suo genere: 8.000 metri cubi di scavo (ad opera della ditta Malvestio), con il coinvolgimento continuo della Sovrintendenza, senza incorrere in ritardi o in intoppi burocratici, il tutto nel rispetto dei vincoli imposti dalla Sovrintendenza Archeologica stessa.

 

Un altro ambito in cui vi è stato un notevole sforzo progettuale ed esecutivo, riguarda la ri-funzionalizzazione del sottotetto, che da area inutilizzabile a causa dell’ingombro delle strutture di copertura esistenti, si è trasformato in uno dei luoghi più caratteristici dell’intero edificio, ospitando uffici e sale riunione. Il tutto si è reso possibile a seguito di un attento studio che ha condotto alla modifica delle capriate, eliminandone la catena e liberando conseguentemente gli spazi per il futuro utilizzo.

Sono stati creati spazi di lavoro, originariamente non in progetto.

Nell’insieme l’ex Tribunale, non è stato solo un cantiere, ma un’esperienza complessa che ha messo insieme le tante risorse umane dell’impresa… che è riuscita, sia con i vari professionisti, che con i fornitori e la Sovrintendenza, a svolgere un ruolo tecnico, ma anche strategico ed interattivo rendendo concreto un progetto di altissimo contenuto che ha cambiato la vita di una piazza e della città di Treviso.Team Tecnico di Impresa CEV
L’impegno e la professionalità dimostrata nel corso del cantiere ha condotto ad un’importante estensione contrattuale, trasformando un iniziale “grezzo avanzato” in un contratto “chiavi in mano”.
Ci siamo adoperati in un attento sviluppo costruttivo delle idee progettuali dell’arch. Scarpa, con relativa campionatura di tutti gli elementi interni, fino al completamento dell’opera per un risultato finale di grande prestigio.
Ing. Franco Biscaro - Project Manager