Calcestruzzo architettonico

 

Acqua, sabbia, cemento e inerti. Gli ingredienti sono gli stessi del cemento tradizionale, eppure il risultato è qualcosa che va oltre ogni standard costruttivo. Per realizzare elementi in calcestruzzo architettonico, infatti, bisogna ricorrere a tecniche d’avanguardia e a personale specificamente addestrato a intervenire su questo tipo di finitura, unica in tutto il mondo.

I progetti dell’Architetto Tadao Ando, in continuità con la tradizione di carpenteria giapponese, hanno portato questa tecnica al più alto livello dell’ingegneria e del disegno architettonico, attraverso la realizzazione di grandi muri monolitici, spesso curvilinei, e di elementi volumetrici anche complessi caratterizzati da una faccia a vista lucida, perfettamente liscia e con un effetto “setoso”.

 

Questa perfezione di forma e materia si raggiunge attraverso il ricorso a casseforme modulari in legno assemblate in cantiere secondo le specifiche di progetto. Tutte le giunzioni e le superfici interne delle casseforme vengono attentamente levigate e trattatate con appositi materiali. Le pareti sono
scandite da piccole fughe in bassorilievo che disegnano moduli delle dimensioni di 90x180cm, per un chiaro richiamo alle dimensioni del tappeto tradizionale giapponese, il tatami.

Ugualmente i fori necessari al passaggio dei tiranti per la chiusura della cassaforma seguono un disegno architettonico che rispetta e completa la modularità della parete.

The invisible house. Architect Tadao Ando.

 

Con l’impiego di personale appositamente formato e l’utilizzo di attrezzature all’avanguardia si è potuto dare forma a importanti progetti che hanno richiesto l’utilizzo del cemento armato architettonico, fra i quali Fabrica e la Casa Invisibile, entrambe opere di Tadao Ando che ha citato i metodi e i risultati ottenuti da CEV come veri e propri standard di qualità.

 

I progetti di Impresa Cev con l’utilizzo di calcestruzzo architettonico


  • The Invisible House
  • Villa Pastega-Manera